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BIOMAGNETISMO: VECCHIO QUANTO NOI

Il biomagnetismo è vecchio quanto l’uomo. Per biomagnetismo si intendono fenomeni di efficacia curativa dovuti a effetti magnetici contenuti o accompagnati da inserimento di magneti e si avvale di metodi appartenenti alle scienze naturali riconosciuti da rinomati istituti di ricerca e università. Si tratta di apportare sollievo e, possibilmente, curare le varie disfunzioni del corpo umano tramite la biofisica invece che attraverso l’utilizzo della chimica e, quindi, dei farmaci. Pensiamo solo che non è dimostrata l’efficacia di circa l’80% dei prodotti farmaceutici. Una strada che quindi ci allontana dalla chimica per portarci verso la biofisica. Infatti, già gli antichi romani utilizzavano i campi magnetici per curare alcune disfunzioni attraverso l’applicazione di pietre su parti del corpo umano. Successivamente, Aristotele racconta che Thales (625-547 a.C.) immaginava che le pietre magnetiche avessero un’anima che attraesse il ferro. I primi a utilizzare il termine “magnete” furono proprio gli antichi greci ma già secoli prima che fosse coniato il termine in Cina, India e in Egitto gli esperti in medicina utilizzavano i magneti naturali per curare o trattare diverse malattie. Nell’antica Cina in particolare si sviluppò una dottrina medica che ha ancora oggi un certo significato: la medicina tradizionale cinese, la quale si basa sul principio che la salute fisica dipende dalla circolazione di energia vitale in tutto il corpo su vie o canali esistenti detti meridiani. Gli antichi egizi invece contavano molto sui concetti di polarità ed equilibrio, magnetico e non e utilizzavano i magnetiti nella cura di diverse malattie. Il termine “magnetite” si riferisce alle pietre magnetiche naturali e fu coniato solo dopo con l’introduzione della bussola per la navigazione. Il medico e filosofo Adicenna (980-1037) fu il primo a definire il magnetismo come “forza particolare” e a utilizzarlo nella cura delle malattie del fegato. Successivamente, Halifa da Aleppo suggeriva nel 1256 di togliere dalle ferite le lancette rotte per salassi coi magneti mentre nello stesso secolo Serapon curava le ferite avvelenate con pietre magnetiche frantumate. Fu tuttavia Paracelso (1493/94-1541) ad affermare che i magneti hanno il potere di convogliare nel proprio centro le malattie e che manifestano la loro attrazione verso tutte le malattie marziali del nostro corpo. Marziali in quanto attratte da magneti come il ferro e l’acciaio. Sempre secondo lui i magneti assorbono le ernie e guariscono tutte le rotture (lacerazioni o fratture) nei giovani e negli anziani. Nel 1600 William Gilbert, matematico e medico londinese di successo, si schierò contro chi attribuiva ai magnetiti poteri medici e spirituali straordinari e mise in luce l’assenza di risultati e l’inutilità dell’uso di pomate e talchi derivati dai magnetiti. Tuttavia, divenne famoso per avere curato alcuni disturbi fisici della regina Elisabetta I e fu da lei incoraggiato a proseguire i suoi studi sul magnetismo nel settore della navigazione in quanto la stessa regina mirava al predominio degli inglesi sul mare. Il secolo successivo, nel 1701, l’astronomo inglese Edmund Hally pubblicò la prima carta nautica magnetica. Il medico tedesco Franz Anton Mesmer (1734-1815), invece, è considerato il progenitore della magnetoterapia in quanto applicò i magneti sul corpo dei propri pazienti e li curò con grande successo con le sue mani attraverso l’uso del magnetismo animale (mesmerismo), possibile grazie alla scoperta dell’elettricità e al suo conseguente uso sotto forma di elettroterapia. Era infatti possibile a suo parere essere in salute ricostruendo l’armonia dei campi magnetici attraverso il nostro corpo che dispone di poli opposti simili a magneti che rendono gli uomini sensibili all’influsso dei corpi celesti. Teorizzava l’esistenza del magnetismo “animale” e di quello “inorganico”. Per magnetismo animale si intende la forza naturale osservabile nell’uomo e negli altri esseri viventi. Forza che può essere influenzata dal magnetismo attraverso il ferro e l’acciaio (magnetismo inorganico). Teorizzava inoltre di potere magnetizzare attraverso il magnetismo animale qualsiasi sostanza, vivente o meno. Nel 1779 le sue teorie furono pubblicate nella sua opera “Memorie sulla scoperta del magnetismo animale” in cui presentava 27 tesi sul magnetismo animale e sull’impiego dei magneti per la cura delle malattie. Tuttavia, possiamo definire “epoca del mesmerismo” il periodo che intercorre tra la scoperta del magnetismo animale di Mesmer (1775) e l’anno in cui James Braids fondò l’ipnosi medica, meglio conosciuta come ipnotismo (1843). Sempre nel 1700 Luigi Galvani, docente di medicina presso l’università di Bologna osservò come le gambe di una rana guizzano quando vengono in contatto col ferro. Alessandro Volta, fisico dell’università di Pavia, invece dedusse l’esistenza di una forma di elettricità fino allora sconosciuta (allora si conosceva solo l’elettricità statica). A cavallo tra il 1700 e il 1800 Alexander von Humboldt rilevò che l’intensità magnetica della terra dipende dal grado di latitudine e organizzò la prima osservazione simultanea del campo geomagnetico in diversi luoghi del pianeta. Nel 1818 Kluge, nel suo “trattato sul mesmerismo”, scrisse che non esiste nessun mezzo unico come il magnetismo animale in grado di alleviare o eliminare così velocemente le malattie, in particolare quelle di natura mentale. Nel 1833 il fisico tedesco Willhelm Weber costruì un telegrafo elettromagnetico mentre il matematico e astronomo tedesco Carl Friedrich Gauss propose un sistema assoluto di unità magnetiche. Willhelm Reich invece analizzò gli effetti sull’uomo di tipi di inquinamento come l’elettromagnetismo e la radioattività e le sue idee hanno sicuramente posto le basi dei timori sugli effetti dell’inquinamento e dell’influsso dei campi elettromagnetici sul corpo umano. Il fisico tedesco Heinrich Hertz nel 1888 produsse onde elettromagnetiche ad alta frequenza mentre l’inventore Nikola Tesla nel 1893 sbalordì la Chicago World’s Fair (fiera mondiale di Chicago) col primo sistema a corrente alternata. Oggi, grazie allo sviluppo di strumenti scientifici sempre più sofisticati e agli ultimi studi effettuati sappiamo che i campi elettromagnetici possono avere effetti biologici sia positivi che negativi e vengono utilizzati nella cura di artriti, dolori della schiena, sindrome del tunnel carpale, mal di testa o gomito del tennista ed altre ancora. I paesi che ne fanno maggior uso sono l’Europa, Giappone, gli USA e Israele.

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